Se Araldica rappresenta la voce corale della cooperativa, Alasia ne interpreta i vertici qualitativi. Premiando i soci capaci di conferire uve sane, mature e integre, abbiamo costruito nel tempo un metodo di selezione che parte dalle parcelle e arriva al vino.
Le vigne vengono individuate per età, esposizione e suoli in relazione al vitigno; la vendemmia può avvenire anche in più passaggi per raccogliere solo i grappoli alla maturazione ottimale. In cantina, le scelte seguono l’annata con l’obiettivo di preservare profilo varietale, integrità aromatica e coerenza stilistica, all’interno di un approccio in difesa integrata orientato a un impatto più contenuto.
La leggenda parla di Alasia, unica figlia dell’imperatore Ottone I, e di Aleramo, cavaliere di straordinarie abilità ma privo di dote: un amore impossibile, una fuga, un rifugio tra Asti e Acqui Terme, ai confini di Castel Boglione, dove la memoria locale indica ancora i resti della cosiddetta Ca’ d’Alasia. Poi il perdono di Ottone e la promessa: tanta terra quanta Aleramo sarebbe riuscito a percorrere a cavallo in tre giorni. Aleramo, che conosceva perfettamente quelle terre, percorse in lungo e in largo le colline a Nord e a Sud del Tanaro oggi comprese tra le provincie di Asti e Alessandria: nacque il Monferrato, «esultante di castella e vigne / suol d’Aleramo», come magistralmente lo definì il poeta Giosuè Carducci.